Comitato Donne di Raiano contro il tumore al seno

"Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere"
(Gandhi)   

Finalmente diventa realtà il progetto di un Ambulatorio Senologico nella Valle Peligna, fortemente voluto dal Comitato Spontaneo delle Donne di Raiano, fattesi portatrici e testimoni dirette di quella che è un'allarmante realtà: i tumori al seno sono in aumento in Abruzzo, con un'incidenza maggiore in determinate aree . E la prevenzione sul territorio è e resta l'unica arma a disposizione per intervenire in tempo. Soprattutto in attesa del Registro dei Tumori anche nella nostra regione.
E' grazie, quindi, alla speciale sinergia creatasi tra le laboriose fautrici del progetto, a cui fa capo la Dott.ssa Anna Maria Zitella, la Dirigenza della ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila, con il manager Dott. Giancarlo Silveri, la preziosa disponibilità del Dott. Bafile (Direttore dell'Unità Operativa BREAST UNIT SENOLOGIA dell'Ospedale S. Salvatore dell'Aquila), e la lungimiranza politica del Sindaco di Raiano, Dott. Marco mosca, che giovedì 6 marzo, alle ore 10,30 si è avuta l'inaugurazione ufficiale dell'Ambulatorio di Senologia di Raiano.
Previa prenotazione tramite CUP, la cadenza delle visite sarà quindicinale , il lunedì dalle 8,30 alle 13,30, presso il Comune di Raiano (Piazzale S. Onofrio).
Questo a partire da lunedì 17 marzo.
Nel corso dell'inaugurazione si è più volte ribadita l'importanza di avere all'Aquila un Centro Senologico d'eccellenza, prezioso per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno; Centro che ha potuto beneficiare della generosità della comunità di Raiano, che in soli 4 anni è riuscita a raccogliere circa 45.000 euro, devoluti e destinati poi all'acquisto di un ecografo portatile, personal computer e cartelle cliniche informatizzate.
Ma l'Ospedale dell'Aquila eccelle anche per un'altra opportunità che offre, e che consente alle donne colpite da questa malattia di poter accedere ad un nuovo test genomico, l'Oncotype Dx, che analizza l'espressione di 21 geni coinvolti nel tumore mammario, fornendo il profilo molecolare del tumore e individuando quello con bassa probabilità di recidive o metastatizzazione. Si fornisce così un aiuto e un orientamento ulteriore all'oncologo, che può decidere se sia il caso di procedere, dopo l'intervento chirurgico, con la chemioterapia o fermarsi alla sola terapia ormonale.
Il test, già utilizzato negli USA, in Canada, Spagna, Francia, Grecia, Irlanda e Gran Bretagna, riconosciuto dalle più importanti linee guida internazionali (l'Asco americana, l'Esmo europea, il Nccn), e in uso anche in diversi ospedali Italiani, tra cui Genova, Napoli, Milano, Cremona, Grosseto e ora anche l'Aquila, non è per tutte le donne, ma soltanto per quelle con tumore ormonodipendente e senza metastasi ai linfonodi ascellari, il che corrisponde ad uno stadio iniziale di malattia.
Negli Stati Uniti l'uso del test ha ridotto del 45% il ricorso alla chemioterapia, in Spagna del 31, in Francia del 36, in Grecia del 30. In pratica dopo questo esame una donna su tre destinata alla chemioterapia, non l'ha più fatta perché considerata inutile.
Unico neo: il costo. Infatti il test, che prevede il prelievo di tessuto tumorale durante l'intervento e l'invio negli Stati Uniti per l'esame, costa 3.000 euro. In paesi come gli USA, pagano le assicurazioni, in altri, tipo la Francia, lo Stato interviene in parte. In Italia, chi vuole fare il test paga tutto di tasca propria. C'è solo da sperare che le Regioni, a fronte dei dati scientifici riportati, e del risparmio in termini di minori cicli di chemio (costo di farmaci, personale, tossicità e gestione delle complicanze), si attivino per l'introduzione del test anche a carico del SSN. Brunella Campea

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